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Terimbere e Amahoro è frutto di un percorso e di una prassi di condivisione continua, che ha visto protagonisti il Comune di Carignano e il vasto e ricco partenariato che ha costruito in Piemonte e l’altrettanto ricco partenariato burundese, con le autorità locali della Provincia di Bururi e gli attori della società civile del medesimo luogo, che hanno riconosciuto la positiva ricaduta delle azioni nel loro territorio. A partire dalle giornate di incontro con la popolazione, promosse nel 2009 dai due partenariati, si sono coinvolte, in incontri successivi , le associazioni professionali e di categoria, imprese, Ong, associazioni e gruppi informali, che hanno condiviso l’obiettivo generale del progetto e si sono adoperate affinché questo si raggiungesse, vigilando sulla realizzazione delle azioni effettuate e formulando nuovi bisogni.
L’incontro tra i rappresentanti del partenariato piemontese, avvenuto durante le diverse missioni in loco, ha gettato le basi per la nuova progettazione, definendo le scelte generali e le priorità; la progettazione è poi stata ulteriormente sviluppata durante la missione effettuata nei mesi di agosto e settembre 2010, attraverso il confronto, a un livello più dettagliato, tra i rappresentanti del partenariato piemontese e i rappresentanti dell’Ong COPED, delle associazioni di categoria e delle cooperative contadine, delle Scuole e dell’Università , delle Parrocchie di Bururi e di Rumonge e del Vescovado. Il lavoro di condivisione è stato facilitato e supportato dal prezioso contributo dei rappresentanti del vescovado di Bururi, che hanno svolto anche il ruolo di mediatori linguistico-culturali con le organizzazioni di base; infine, il progetto è stato formulato e ri-condiviso, a gennnaio, in occasione della presenza in Piemonte di un rappresentante del vescovado, che ha svolto il ruolo di collegamento con la provincia di Bururi ed i suoi partner.
La co-progettazione è continuata attraverso lo scambio di mail e il contatto via Skype, fino ad arrivare alla stesura finale del progetto, condivisa tra tutti i soggetti interessati per posta elettronica.
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Il progetto AMAHORO III è frutto di un’ampia progettazione partecipata, che ha coinvolto numerosi partner, sia in Burundi sia in Italia. Il partenariato burundese si è costruito con un paziente lavoro sul territorio e si è progressivamente allargato alle diverse forme organizzate della comunità, a partire dagli Enti Locali, che sono stati, nella seconda edizione di AMAHORO, dotati di postazioni informatiche per poter utilizzare la rete sia nella dimensione locale sia internazionale. La logica scelta e condivisa è stata di consolidare ciò che si era costruito e valorizzare le potenzialità presenti, attraverso il rafforzamento dell’autonomia dei Centri di formazione e aggregazione. Si può dire che AMAHORO III prosegua l’impegno nei due centri territoriali in cui, per garantire la migliore operatività, è necessario proseguire le attività di rafforzamento delle competenze degli operatori e di arricchimento della dotazione strumentale.
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L’intento di fondo è quello di sostenere, secondo una modalità di progettazione condivisa e partecipata tra partner italiani e partner burundesi, l’individuazione di attività e servizi da offrire alla popolazione locale, nonché le modalità gestionali e organizzative dei due centri territoriali attivati, a favore di una loro più decisa sostenibilità e corrispondenza alle reali esigenze del tessuto locale. L’ambizione complessiva è quella di fare sistema, puntando sulla capacità di cooperazione dei soggetti coinvolti, a tutti i livelli.
A tale scopo tutti i partner coinvolti, ciascuno per le proprie competenze, metteranno a disposizione le loro esperienze sui temi dell'inclusione socioeconomica, della governance, della formazione e dell’istruzione, dell’animazione educativa, per definire prassi a sostegno di uno sviluppo solido, dotato di qualità sociale, radicato nel territorio e sostenibile nel tempo. A tale scopo il progetto prevede un’azione specifica trasversale a tutto il suo svolgimento.
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