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Con AMAHORO III si vuole continuare a valorizzare e rafforzare in forma istituzionale l’impegno dei cittadini di Carignano a favore del Burundi, Paese con cui da anni associazioni e singoli cittadini carignanesi collaborano, attraverso progetti di solidarietà, raccolte fondi, interventi di animazione in loco e azioni di sensibilizzazione in Italia. Ai cittadini carignanesi si sono uniti i cittadini di La Loggia e di Carmagnola, città molto vicine territorialmente e oggetto di attività di sensibilizzazione negli anni scorsi, a seguito delle quali le Amministrazioni dei due Comuni hanno deciso di entrare, in modo attivo e propositivo, nel partenariato del progetto qui presentato. Il progetto prevede azioni in tre ambiti:
1) rafforzamento dell’autonomia dei Centri di formazione e aggregazione attraverso l’installazione di pannelli fotovoltaici nel centro di Bururi, per garantire continuità nell’erogazione dell’energia elettrica, l’implementazione di una biblioteca in ciascuno dei due centri e di un blog didattico, l’incremento delle attrezzature informatiche;
2) rafforzamento delle competenze attraverso la formazione degli animatori, in presenza e a distanza;
3) avvio del percorso per la nascita di un centro di diffusione di innovazione intelligente e praticabile in ambito agricolo e di un servizio di assistenza tecnica agricola alle famiglie contadine, a partire dalla creazione di un vivaio e di un semenzaio per la produzione e la distribuzione locale di piante orticole, in modo da affrancare gradualmente gli agricoltori locali dalla necessità di acquistarle all’estero e la formazione di tecnici locali, che seguano il vivaio e il semenzaio.
Il progetto prevede, per tutto il periodo, un’ampia azione di sensibilizzazione sul tema della cooperazione decentrata, con numerose iniziative, quali mostre, serate informative e moduli didattici nelle Scuole del territorio e scambi tra le municipalità coinvolte, in Italia e in Burundi.
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AMAHORO II ANNUALITA’ si pone in stretta continuità con il progetto AMAHORO, finanziato nel 2007.
Con AMAHORO II ANNUALITA’ l’intervento, che è partito da Rumonge, si estende a Bururi, implementando nella prima e attivando nella seconda, un centro territoriale dalla duplice funzione, quella di struttura di formazione professionale e quella di luogo di aggregazione e animazione educativa.
Le località di Rumonge e Bururi sono state individuate dietro indicazione della Diocesi di Bururi e della Provincia di Bururi. Il motivo per cui la scelta è caduta sulle due città è duplice: da un lato, la popolazione è molto giovane, ma poco scolarizzata, mancando scuole e strutture formative. Dall’altro, il fatto di essere, Bururi capoluogo di provincia e Rumonge uno dei centri più grossi del Paese, ha dotato la due zone di un’apprezzabile rete di collegamenti che permettono anche a chi abita nei villaggi limitrofi di raggiungere facilmente le due città; la creazione di un centro territoriale può pertanto dare una risposta ai bisogni formativi e aggregativi non solo alla popolazione di Bururi e di Rumonge ma anche a coloro che abitano nelle campagne limitrofe.
La riflessione da cui origina l’impianto progettuale complessivo è che la formazione professionale incide positivamente sullo sviluppo socioeconomico di un Paese perché, sviluppando le competenze professionali delle persone, e dei giovani soprattutto, si aumentano le loro possibilità di lavorare e guadagnare e si contribuisce a combattere la povertà e l’esclusione sociale. Il progetto si pone dunque, da un lato, l’obiettivo di favorire l’occupazione giovanile avviando programmi di formazione professionale (settori della meccanica, informatica, agricoltura) che vanno ad integrare gli interventi di alfabetizzazione dei giovani già attivati su questi territori.
Accanto a questo, un secondo obiettivo: quello di costruire luoghi che siano di riferimento per il territorio, non solo in termini formativi e di costruzione di percorsi professionali, ma anche rispetto all’aggregazione della società civile e di tutte le persone, giovani soprattutto, che nel lungo periodo di conflitto hanno fatto i conti con la tragedia della guerra e la violenza, e con l’assenza di relazioni, dialogo, confronto, prospettive di futuro.
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